Qualcosa da dire

Non sempre abbiamo qualcosa da dire. Alle volte ci manca l’ispirazione.
Magari perché siamo presi in mille impegni, siamo un po’ stanchi, vorremmo dire troppe cose, o semplicemente perché ci sono dei cicli e dei ritmi che si alternano.
Così è ora per me.

Eppure sto scrivendo questo post. Quindi qualcosa da dire ce l’ho.
Si tratta solo di stabilire con me stesso se ciò che sto scrivendo è una sorta di racconto raccontabile oppure no. Se può prendere una sua forma.
Mentre ci rifletto intanto continuo a scrivere perché mi diverte essere entrato in questo paradosso.

Potrebbe non essere attinente, ma mi viene in mente il concetto di impossibilità di non comunicare.
Pur tacendo, rimanendo immobili, nascondendoci, o altro, stiamo comunque e sempre comunicando qualcosa o perlomeno la sua negazione.
Ad esempio un eremita comunica? Secondo me sì. Sicuramente con tutti coloro che sanno che è un eremita. E se per ipotesi non ha conoscenti, comunicherà quanto meno con la natura che lo circonda.
Certo, a prescindere dalla passività o meno della comunicazione, questa è sicuramente legata al numero di interazioni che abbiamo.
Più ci confrontiamo più comunichiamo e teoricamente un taciturno potrebbe essere più comunicativo di un loquace.

Ma se sparisse totalmente la comunicazione cosa succederebbe?
Per me, tutto diverrebbe parte di un immenso, incommensurabile inerte… e non esisterebbe più un solo pensiero che potrebbe ascoltarne il silenzio.