Salta!

Scogliera a picco sul mare

Durante il mio anno sabbatico, ormai parecchi anni fa, lessi un libro intitolato “Una frase, un rigo appena”. Qualche giorno fa questo volumetto mi è capitato nuovamente fra le mani; uno di questi racconti brevi e brevissimi recita così:

Salta, ― disse lui.
No, ― rispose lei.
― Salta perdio!
Saltò.
Il paracadute non si aprì.
Ma per fortuna lei sapeva volare.

Ecco, in estrema sintesi mi sembra che il punto sia davvero questo: finché non siamo obbligati a saltare, non scopriremo mai che sappiamo volare.
E passeremo la vita avviliti, con ali deformate dal peso dell’immobilità.

Fante rei

Radici e piede di un faggio con Fomes fomentarius

Chiacchierando, un amico mi racconta: «Su Monte Lupone si è aperto un buco, un pastore ci accompagnerà alcune persone per verificare di cosa si tratta.» «Caspita! Ma proprio a Monte Lupone?» indago. «Bhè non lo so con precisione. Forse un po’ più in basso, zona Le Fosse.» divenendo un po’ più vago. «Se sì è aperto all’improvviso forse si trova sul tratto di cresta che va dal Rinzaturo a Le Fosse dove ci sono molte doline. Si tratta probabilmente di una dolina di crollo» Ipotizzo.

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Perché non diventerei più vegetariana.

Un po’ di (mal)sano compiacimento.

Mano con ceci

Perché vuoi farti una bella grigliata con gli amici o mangiare un bel piatto di lasagne al ragù, direte voi.

Eh no, invece non è questo il motivo. Anche se confesso che prima della conversione, ormai parecchi anni fa, benché non mangiassi molta carne e pesce, talvolta non disdegnavo carne cruda all’albese, sushi e ostriche.

Quando mi sono convertita al vegetarianismo, con annessa grigliata rituale in campeggio per consacrare l’evento, pensavo che fosse importante affermare questa mia scelta e farla conoscere al mondo là fuori.

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