Strettamente non necessario

Vista su località Le Fosse - Monte Lupone - Lepini

Premessa: sono dell’idea che la sopravvivenza di ogni specie debba tendere verso il giusto compromesso tra necessità e surplus. Intendendo per quest’ultimo il soddisfacimento di bisogni secondari. Il discorso sarebbe ampissimo e richiederebbe l’approfondimento di numerosi spunti di riflessione. Mi accontento, in questo post, di delinearne alcuni.
Ovvio che questi stessi pensieri potrebbero declinarsi relativamente alla pesca, alla raccolta di funghi, all’allevamento e all’agricoltura intensivi.

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Ammettiamolo

Ascesa verso la vetta

Nessuno di noi vorrebbe che passasse quel momento perfetto.
In cui siamo in sintonia con il mondo.
Non abbiamo né troppo caldo né troppo freddo.
E le idee sgorgano come acqua limpida da una sorgente.

Ma non è possibile.
In natura non esiste nulla di assolutamente immobile.
Anche le montagne, che ai nostri occhi sembrano la quintessenza della stabilità, sono in continuo movimento.

Dobbiamo compiere continuamente cicli di nascita, sviluppo e declino.
Solo così possiamo crescere veramente.
Solo così possiamo vivere e non sopravvivere.

E quando non vogliamo farlo perché stiamo davvero troppo bene,
dopo un po’ inizieremo a sentire odore di acqua stagnante.
Che diventerà marcia molto prima di quanto potessimo immaginare.
Quella è l’ultima chiamata, il momento in cui rimettere lo zaino in spalla
e ripartire per nuovi mondi.

Ne varrà la pena. Sempre e comunque.

Una pietra così non la trovo mai più

Tetto di una casa in lastre di pietra

Mentre improvviso il percorso che mi condurrà all’appuntamento con i miei compagni di viaggio, ho ancora nel naso l’odore del più difettato dei dieci oli da poco assaggiati.
Del pomodoro verde o dell’erba appena tagliata, di quell’itrana franta proprio al momento giusto, nessuna traccia!
Tracce, appunto.
Chissà quante se ne potrebbero disegnare, di tracce. Riunirle ad esempio per comunione d’intenti, per carattere, per segno zodiacale. Tracciare con un pastello, sulla faccia della terra, i percorsi di tutti quelli che oggi stanno andando alla stazione. Oppure di coloro che hanno la luna storta, che hanno una maglia gialla, che sperano, che gioiscono, che soffrono, che iniziano oppure che finiscono.
Uscirebbero vere e proprie trame di stati d’animo, di predisposizioni, di emozioni, di intenti. Tanti disegni, ognuno di un colore diverso.

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