«…Ja …ja …ja»

bicicletta su ciclabile

Estate 2005. Stazione di Torino in attesa del regionale per Milano. Stazione di Milano per il regionale diretto a Udine. Stazione di Udine per salire sul treno per Vienna. Wien.

Quando hai una bicicletta con te accade di doverti adattare un po’ nei trasferimenti, scegliendo treni meno veloci. Ma non è un problema, è la giusta acclimatazione ai ritmi più lenti di cui sarà impregnato il giro che hai scelto di fare con un mezzo tanto semplice quanto inarrestabile. In bicicletta vai piano, specie se hai la zavorra delle borse, ma arrivi ovunque. Ti intrufoli.

Per grandi passi, il nostro tour è partito da Vienna per risalire, fuori d’acqua s’intende, il Danubio sino a giungere a Passau. Qui vi è un punto in cui muoiono nel Danubio l’Ilz e l’Inn, due suoi affluenti. Tre acque di colore diverso che presto si confonderanno per percorrere insieme il lungo viaggio che ancora le separa dal nero.
Tornando all’itinerario, il percorso ha salutato il Danubio per seguire, vedendolo sempre un poco più giovane, il suo affluente Inn. Sino ad un paese ai confini con la Svizzera, Pfunds, da dove, guadagnando quota verso il passo di Resia, siamo passati dal Tirolo al Sud Tirolo per poi, questa volta seguendone il corso, farci guidare dall’Adige fino ad arrestare i pedali nella stazione di Bolzano.

barca

Abbiamo seguito le vie aperte da tre fiumi per quasi 1000 chilometri per poi ritrovarci nuovamente ad attendere un regionale per Verona, un regionale per Milano e infine un ultimo regionale per Torino.

Pedalando abbiamo attraversato luoghi piacevoli e ricchi di interessi e di svaghi. Tuttavia, più che in altre condizioni, i luoghi, sono relegati ad un ruolo secondario, almeno nella mia esperienza. Quasi meramente scenografico.
Il ricordo che più ti rimane dopo un viaggio in bicicletta, non è tanto quello dei mille posti visitati. È più il sapore di un avventura, dell’improvvisazione, della libertà conquistata nel fluire lento da un luogo all’altro. È un percorso. Per alcuni aspetti anche simile all’escursionismo, dove però spesso manca la sensazione del costruire giorno dopo giorno. Non ho mai percorso un cammino, anche se è un mio sogno nel cassetto, uno su misura dove sono sicuro ritroverei amplificate le sensazioni del cicloturismo.

lago di Resia

Muoversi più lentamente facendo decantare in noi i paesaggi, i sapori, le sensazioni ci riconduce nell’alveo delle nostre possibilità. Riusciamo meglio ad assimilare, abbiamo la giusta calma per scegliere. E tutto questo, letteralmente, ce lo guadagniamo pedalata dopo pedalata, persino sudando.

È facile plasmare una vacanza sulle proprie necessità, sui propri desideri, sui propri ritmi.
È una pausa in cui possiamo e riusciamo a scegliere.
Più complicato, ma non impossibile, è costruirsi la propria rallentata quotidianità.
C’è di mezzo il lavoro, gli spostamenti continui, i rapporti interpersonali, l’irrinunciabile tecnologia, la velocità, il multitasking, le dead line, il treno, i regali, il supermercato, l’aereo, i colleghi e… la pedalata assistita.

* Il titolo si riferisce alle risposte di una signora alla nostra richiesta di una zimmer, per la notte del giorno stesso, con colazione.