Fa la cosa giusta

frecce indicazioni

Da Wikipedia:

«Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza.»

(Alan Turing, Macchine calcolatrici e intelligenza, 1950)

Questa prima versione mi piace di più di quella della farfalla e un po’ di più di quella del gabbiano.

In estate, quando l’aria è bella asciutta e tersa, il cielo è costellato di frecce scure che emettono suoni striduli e anch’essi asciutti. I rondoni non si stancano mai di percorrere traiettorie circolari a caccia di insetti. Ma davvero ci sono così tanti insetti in quella porzione di cielo? Evidentemente sì.
Le loro voci mi mettono sempre di buon umore e le associo, in una visione fiabesca della natura, ad esternazioni altrettanto gioiose. Probabilmente non sarà così. Magari sono sempre grintosi e competitivi e quindi si lanciano avvertimenti a vicenda. Oppure urlano seguendo un codice per segnalare la propria imminenza, un po’ come il nostro clacson, o ancora il grido di battaglia prima di catturare una preda.

Ecco, di questo mio disegno d’estate, ho una chiave di lettura limitata e semplificata. Un sistema più o meno complesso lo riduco ad un elemento unico, preso d’insieme e che nel mio immaginario associo all’estate, alla natura, alla spensieratezza, ai vivaci cerchi nel cielo ecc, ecc. Degli insetti predati, delle cornacchie o dei rapaci che potrebbero incombere sugli stessi rondoni, non c’è traccia. E chissà di quante altre cose di cui sono inconsapevole. In ogni caso, la mia esperienza emotiva, in maniera più o meno erronea ha deciso che il rondone è mio amico. Tutto il resto, passa in secondo piano.

Una particolarità dei rondoni, instancabili e abilissimi volatori, è che hanno zampe molto corte e ali lunghissime. Non si appoggiano mai al suolo: o volano o sono nel nido. Nel caso dovessero ritrovarsi al suolo, avrebbero molte difficoltà, se non l’impossibilità, di riprendere il volo. Non riescono a sollevarsi abbastanza evitando che le ali battano a terra. Capita quindi di ritrovarne al suolo che cercano invano di decollare. (Sui siti degli enti di tutela ci sono tutte le indicazioni per il riconoscimento e su come comportarsi in caso di ritrovamento).

ala di farfalla

Mi è capitato due estati fa per tre volte di incontrarne in queste condizioni.
La prima volta, dopo essermi documentato e seguendo le indicazioni, il rondone è riuscito a riprendere il volo perfettamente. È sparito dietro l’angolo di un edificio e subito si è confuso con le altre decine che stridevano in quello stesso taglio cielo.
La seconda volta si trattava di un giovane e quindi l’ho portato nel centro di recupero di fauna selvatica più vicino e lì si sono presi cura di lui/lei.

Tornando a Turing, diciamo che ho spostato, in entrambe le situazioni, molti elettroni.
O forse no, perché le mie azioni non essendo prestabilite, non possono essere inquadrate come alternative, rispetto ad una sequenza data, a posteriori. Il loro corso è in divenire e non raffrontabile. Suppongo.

La terza volta ho trovato, sempre nella stessa zona, un altro rondone. Purtroppo questa volta con un’ala un po’ malmessa. Che fare? Centro recupero fauna selvatica.

In automobile procedo sempre a velocità moderata, non che sia mai stato un amante della velocità, ma ormai l’andatura da pensionato che non andrà in pensione mi appartiene.
Ciò nonostante e benché sia una cosa cui presto molta attenzione, alle volte è inevitabile investire dei piccoli animali.

Quel giorno, in direzione centro recupero fauna selvatica, con un rondone malmesso nella scatola di cartone, la lucertola che invece di continuare nella direzione iniziale è tornata sui suoi passi, è morta. Unico augurio che qualche cornacchia ne abbia avuto giovamento.

Teoria del caos, rondoni, lucertole, cornacchie, insetti, esistere è un susseguirsi di scelte in un sistema molto complesso. Ogni scelta comporta un condizionamento per gli eventi a venire. La catena causa-effetto che si genera è comunque sempre casuale. La vita è casualità.

Dare una speranza al rondone oppure evitare di schiacciare la lucertola?
L’esperienza ci guiderà di volta in volta.
L’importante è evitare, ingiusti, consapevoli e pianificati effetti collaterali.